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Turismo in ginocchio, l’Europa ritarda e l’Italia sta a guardare

Oramai, siamo giunti al paradosso, visto che alcuni paesi dell’Europa centrale si stanno organizzando per creare dei corridoi turistici “Covid-free”, fino alle spiagge della Croazia e ciò mentre a Bruxelles la Commissione europea cerca di varare delle misure per aiutare il settore turistico in vista della stagione estiva. Germania, Austria e Repubblica Ceca, infatti, stanno discutendo i termini di un’intesa con la Croazia, per predisporre, per l’imminente stagione estiva, un corridoio aereo turistico verso la stessa, con enorme danno per paesi come l’Italia, la Francia e la Spagna che hanno sempre fatto del turismo estivo il loro fiore all’occhiello. Ora, considerato che il turismo in Italia vale il 13% del PIL e oltre 4 milioni di occupati e visto che circa il 25% del turismo internazionale arriva proprio da paesi come Germania e Austria, è gravissimo che il nostro governo – che continua a ritardare il ritorno alla normalità discutendo di spiagge con barriere in plexiglass – non corra ai ripari di fronte a iniziative di “partner” europei che rischiano di infliggere al nostro Bel Paese un colpo letale, proprio in un settore che dovrebbe rappresentare il volano della nostra economia.

Altro che “unità nella diversità“, come recita il motto dell’Unione Europea, qua “si gioca a fottere il proprio vicino, coricandosi presto ed alzandosi di buon mattino“. Peccato che da noi si vada a letto tardi, per dibattere se abbia un senso, o meno, rimanere in Europa.

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