Torre Faro il paese dello “scirocco”

Un’ incredibile “sciroccata” si è abbattuta stamane su Torre Faro, non a caso denominato il paese dello scirocco. Il termine, derivato di scirocco, è inteso nei dizionari italiani come di persona confusa, stordita, imbambolata, o che si comporta in maniera stravagante e incomprensibile, ma per gli abitanti dell’antico borgo marinaro rimane sempre quel vento caldo ed umido che, provenendo da sud-est (Siria), raggiunge un’intensità tale da far diventare il paese quasi spettrale.
Seri danni hanno subito alcune imbarcazioni, sorprese dalla tempesta di vento ancora agli ormeggi, ed alcuni manufatti presenti nella zona costiera ionica del paese, dove, addirittura, un’enorme falda di copertura si è staccata da una tettoia, andando ad abbattere alcuni pali dell’impianto di illuminazione della “via Circuito” che, per tale motivo, è stata chiusa per alcune ore al transito dei veicoli.
Unico dato, se si può dire, “positivo” di questa maestosa sciroccata è il parziale riempimento con la sabbia dei manufatti realizzati, anni or sono – nell’ambito del progetto di recupero dell’area di “Capo Peloro” -, per la formazione delle dune che da tempo dovrebbero contribuire a rendere più mediterranea la “macchia” ivi esistente.
Se coloro che hanno progettato la sistemazione dell’area di “Capo Peloro” pensavano di realizzarla con l’aiuto delle forze della natura, certamente, avremo una bella zona costiera orlata da dune e macchia mediterranea ed un paese distrutto alla mercè di tanti “sciroccati”, nel senso non derivato del termine.
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