Pesca di frodo a Torre Faro, l’invocazione accorata di un abitante al compianto Peppe Sanò

Come è noto la pesca di frodo è una delle cause principali del depauperamento dell’ecosistema marino. Intere aree di riproduzione o di ripopolamento, infatti, vengono così distrutte creando dei danni gravissimi e mettendo a rischio la sopravvivenza di molte specie ittiche. Una di queste aree è proprio quella costituita dallo specchio d’acqua antistante la zona denominata “marina di fuori” di Torre Faro, per intenderci di fronte a Torre Bianca, ove i cosiddetti “ciancioli”, con le reti a circuizione, fanno strage di diverse specie ittiche ed, in particolare, di carangidi.

Altrettanto noto è che, da diversi anni, il nostro compianto Peppe Sanò stava portando avanti – come lui prediligeva definirla – una “crociata” contro le pratiche della pesca a strascico e a circuizione che vedono come scenario il suddetto tratto di mare ed, in generale, quello che va da Capo Peloro a Capo Rasocolmo, dove le sopracitate tecniche di pesca contribuiscono a distruggere, non solo le predette aree di riproduzione e ripopolamento, ma anche la posidonia presente in quantità.

Proprio ieri, mentre si stava compiendo uno dei tanti scempi ittici, l’invocazione accorata di un abitante di Torre Faro al compianto Peppe Sanò e la “rassegnata ed indignata” richiesta di intervento dell’autorità marittima competente, per identificare le imbarcazioni e sanzionarle severamente (ndr guarda il video).

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