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La storia infinita del Ponte sullo Stretto di Messina

Con il Decreto-legge 2 novembre 2012, n. 187 recante “Misure urgenti per la ridefinizione dei rapporti contrattuali con la Società Stretto di Messina S.p.A ed in materia di trasporto pubblico locale” il governo Monti ha deciso di prorogare, per un periodo complessivo di circa 2 anni, i termini per l’approvazione del progetto definitivo del Ponte sullo Stretto di Messina, al fine di verificarne la fattibilità tecnica e la sussistenza delle effettive condizioni finanziarie.
Tale decisione, a dire di chi ci governa, sarebbe motivata dalla necessità di contenimento della spesa pubblica, vista anche la sfavorevole congiuntura economica internazionale e, peraltro, sarebbe in linea con la proposta della Commissione Europea dell’ottobre 2011 di non includere più questo progetto nelle linee strategiche sui corridoi trans-europei, uniche opere che possono godere del co-finanziamento comunitario. Rassicura, comunque, il governo che il mancato raggiungimento di una soluzione tecnico-finanziaria sostenibile, comporterebbe la revoca ex lege dell’efficacia di tutti i contratti in corso tra la concessionaria Stretto di Messina spa e il contraente generale, con il pagamento delle sole spese effettuate e con una maggiorazione limitata al 10%.
Orbene non vi è dubbio che questa della proroga non è la strada più conveniente, non solo per coloro che abitando quei luoghi dovranno sopportare l’invadenza, a tutti i livelli, di questa mega struttura, ma anche  per tutta la nazione che dovrà sopportare un’opera dai costi elevatissimi e forse tecnicamente irrealizzabile. Non vi è dubbio che la decisione presa dal governo Monti persegue la linea delle passate gestioni in cui il denaro pubblico veniva, inutilmente, sperperato.
La verità vera è che anche questo governo, accreditato di certa moralità e correttezza, ha ceduto alle pressioni delle lobby che sono a favore dell’opera e di quel pezzo della maggioranza che ha sostenuto per anni questo assurdo progetto.
Tenere in piedi per altri due anni il progetto del Ponte, in definitiva, significa continuare a pagare studi e magari costruire inutili opere di collegamento a un opera che, forse, mai verrà costruita.
Sperperate gente sperperate

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