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Se è vero che la pandemia del coronavirus ha fatto respirare nuovamente il nostro pianeta, abassando drasticamente il livelli di inquinamento, è altrettanto vero che ciò non basterà per tenere a bada quello che, ormai, è la più che confermata tendenza al riscaldamento globale. Dopo la pandemia, infatti, il caldo quest’estate, a cominciare dal mese di giugno e sino alla fine di agosto, sarà da record. L’unica nota positiva è che questa ondata di caldo rovente porterà un rallentamento della diffusione del coronavirus, come avviene per la maggior parte dei virus respiratori, che scompare o diminuisce drasticamente durante la stagione estiva. Ciò non significa che dovremo abbassare l’attenzione, perché con la stagione invernale la curva dei contagi potrà facilmente risalire.

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