E’ normale che l’assessore Pippo Isgrò in merito a quello che è successo negli ultimi giorni nell’area antistante il “Lanternino” – abbattimento di parte del muretto costruito di recente per impedire l’accesso nella suddetta area di autovetture e mezzi – risponda che quella è stata una iniziativa personale del Sindaco, il quale, pressato dalle continue richieste del gestore del lido situato sulla “Punta”, ha imposto l’abbattimento di parte del manufatto per consentire l’accesso di autovetture e mezzi, così come richiesto dall’intraprendente gestore?
Ammesso e non concesso che la chiusura dell’area abbia potuto provocare un danno economico al citato gestore è ovvio che nella scandalosa vicenda vengono in rilievo diversi aspetti di non poca importanza. Il primo, innanzitutto, è quello relativo al progetto – si badi bene sempre e comunque finalizzato all’accaparramento del consenso elettorale in vista delle prossime elezioni – che il malcapitato assessore intendeva realizzare e che nel bene o nel male era diretto a far recuperare alla collettività la suddetta area, fine questo sicuramente preminente rispetto agli interessi personali di chi in quell’area tenta – giustamente – di fare economia. Il secondo aspetto è quello relativo alle modalità con cui la pubblica amministrazione prende le sue decisioni, ci si riferisce al fatto che come presumibilmente era stata deliberata la chiusura della suddetta area e la conseguente realizzazione del progetto relativo alla piazzetta/belvedere, altrettanto ci si aspetta che sia stato fatto nel prendere la decisione opposta, ma per quanto riferito dall’assessore Isgrò si è trattato semplicemente di una imposizione del Sindaco, fatto questo di estrema gravità in un paese ritenuto culla della democrazia. Il terzo aspetto riguarda lo sperpero di denaro pubblico che questa vicenda ha provocato, ci si riferisce all’opera di livellamento della suddetta area, alla costruzione di aiuole, alla sistemazione di alberi e piante, alla costruzione dei manufatti per delimitare l’area, al recente spargimento del brecciolino per rendere meno polveroso l’aspetto della stessa ect. Si tratta, ovviamente, di lavori che hanno comportato l’impiego di operai e mezzi che, inevitabilmente, dovranno essere remunerati con i soldi della collettività che, visto l’esito della vicenda, avrebbero potuto essere impiegati diversamente.
Infine, dura critica si fà all’assessore Isgrò che, pur avendo avuto il coraggio di dire come stanno le cose, ancora sta al suo posto e “affranto” ripete che non si può mettere contro il Sindaco, non rendendosi conto che così facendo si mette contro l’intera collettività, almeno quella che aborrisce i giochi di potere e le imposizioni degli amministratori.                   
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