A Torre Faro e Ganzirri meglio l’autonomia a questo decentramento

Forse qualcuno non l’ha capito o fa finta di non capirlo, ma uno dei più grossi problemi del Comune di Messina, pure responsabile della grave crisi attuale, è proprio l’ampiezza del suo territorio, che con le risorse a disposizione, anche se in realtà non al meglio impiegate, non riesce a garantire i servizi in tutte le zone di competenza. D’altronde, tutti o quasi tutti paghiamo o cerchiamo di pagare le tasse e vorremmo che a questo esborso corrispondessero altrettanti servizi che, nella realtà, non vengono erogati dalla nostra amministrazione comunale o, nella migliore delle ipotesi, che vengono erogati a singhiozzo e a volte nell’una o nell’altra zona del territorio comunale.
Il problema delle dimensioni territoriali dei Comuni è stato affrontato a livello nazionale negli anni 2000, allorquando si pensò di risolverlo con la legge sul decentramento degli enti locali i quali, secondo la stessa, avrebbero dovuto trasferire alle circoscrizioni molte delle loro competenze, comprese quelle relative alla possibilità di spesa sul territorio, adeguata alle disponibilità economiche loro concesse. Ebbene, tale legge non è mai stata attuata, mentre, con la finanziaria del 2008, quando sembrava che i tempi fossero maturi, le si diede un ulteriore impulso per la sua completa attuazione, ma in realtà si trattò, semplicemente, dell’applicazione di un ulteriore requisito dimensionale. In buona sostanza, nell’ottica della spendig review, di cui all’epoca si incominciava a parlare, solo i comuni con un certo numero di abitanti potevano applicare il suddetto decentramento.
Il Comune di Messina, ovviamente, per via del suo numero di abitanti, sarebbe nelle condizioni di poter applicare la suddetta legge, ma evidentemente deve poter superare una serie di problematiche di non poco conto. Una fra tutte, quella relativa alla perenne campagna elettorale, che, purtroppo, nella nostra città continua anche dopo lo svolgimento delle elezioni. Non è difficile, infatti, assistere a scenette patetiche in cui amministratori senza scrupoli scambiano l'”elargizione” di normali servizi pubblici per favori personali che poi fanno valere, o meglio pesare, nelle successive tornate elettorali. Che c’entra questo con la mancata attuazione del decentramento è facilmente intuibile, considerato che costoro non hanno alcun interesse a privarsi di un tale potere e votare così le norme e/o i regolamenti con cui si dovrebbe dare attuazione pratica all’anzidetto decentramento.
Detto questo, non vi è dubbio che in un territorio come Torre Faro, ad elevato potenziale economico, questo decentramento non può bastare, motivo per cui non sarebbe un azzardo affermare che Torre Faro ha bisogno più che di decentramento di vera e propria autonomia, attuabile solamente mediante la costituzione, previa unione con il territorio di Ganzirri, del Comune di “Capo Peloro”.
La realizzazione di tale progetto potrebbe costituire per gli attuali amministratori del Comune di Messina una grave perdita nell’ottica del rilancio della nostra città, che si dovrebbe privare di un territorio sul quale ha riposto le basi della sua rinascita, ma, di certo, comporterebbe un notevole alleggerimento nella gestione, ipoteticamente assai gravosa, dei suddetti territori e, cosa più importante, permetterebbe a questi ultimi, certamente meglio gestibili, di sviluppare le enormi potenzialità economiche (turistiche etc.), sino ad oggi, confinate solo in idee, progetti e promesse che hanno messo in evidenza solo le gravi difficoltà del Comune di Messina nella gestione dell’attuale conformazione territoriale.
P.S.: Da un recente studio fatto da questa redazione vi sono tutte le condizioni, nonché i requisiti, per poter costituire il Comune di “Capo Peloro”.
A margine vota il sondaggio lanciato da questa redazione: Sei favorevole o contrario alla costituzione del nuovo Comune di “Capo Peloro”?
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